La “Galleria Vezzoli” al Maxxi di Roma.

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Prima della mia “pausa estiva” dal blog avevo lasciato voi, miei cari lettori con un post dedicato all’arte, o meglio alla mostra dedicata ad Andy Warhol al museo del 900 di Milano. Ho deciso di riprendere a scrivere con un post sempre dedicato all’arte, questa volta però scriverò della mostra di Francesco Vezzoli allestita al Maxxi di Roma, che dal fine Maggio scorso fino al prossimo 23 Novembre sarà visitabile. Per chi segue anche la mia pagina Facebook si ricorderà sicuramente delle foto che avevo caricato il giorno dell’inaugurazione, quando sono stato ore ed ore fuori il museo aspettando di veder entrare tutti i fashion guests, ovviamente ieìo non ero tra questi ultimi ma facendo compagnia alla security ho potuto incontrare Miuccia Prada, Pier Paolo Piccioli, Delfina Delettrez e la mia amata Anna dello Russo.

Una settimana dopo l’inaugurazione insieme al mio caro compagno d’arte Gianlorenzo, che  nomino ormai da mesi in ogni post di arte, sono corso a visitare la mostra. “Galleria Vezzoli” il titolo della mostra, per nulla autocelebrativo, proprio come è nello stile dell’artista. Mostra che insieme alle altre due esposizioni del Moma di NY e del Moca di LA, va a completare il progetto “The Trinity” , della serie “lo chiamavano trinità”. Ma i suoi progetti non sono finiti infatti entro la fine dell’anno all’estirà altre due mostre, “The Church of Vezzoli” e “Cinema Vezzoli”, rispettivamente al Moma e al Moca. Quindi a quanto pare gli resta solo da realizzare “The toilet of Vezzoli” che visto la qualità delle sue opere sarebbe la mostra più azzeccata. 

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La mostra non è altro che un excursus sulla sfavvillante carriera di Francesco Vezzoli e vi sono esposte tutte le maggiori opere dell’artista oltre che dei pezzi inediti. Non sono suddivise in ordine cronologico, bensi di genere e seguento il labirintico percorso delle sale del Maxxi si possono ammirare inizialmente le sculture, tra le opere che ho maggiormente apprezzato, forse le uniche, e anche la boccetta di profumo “Greed”, omaggio al ben più rinomato profumo “La belle Haleine” di Duchamp. Nella seconda sala è possibile guardare la maggior parte dei video realizzati da Vezzoli, tra cui il criticato quanto apprezzato “Caligola”, mentre alle pareti i ricami, il suo tratto distintivo. Ricami che ritraggono tutte le Dive e le icone Pop del passato e moderne, da Elizabeth Taylor a Lady Gaga, tutte rigoramente piangenti, per esprimere lo stato di angoscia e solitudine che affligge ogni celebrità. Nelle altre due sale è possibile osservare gli arazzi e i manifesti che si ispirano al cinema d’autore degli anni 40′, 50′ e 60′. La mostra si conclude con un’istallazione che prevede una serie di eleganti sedie disposte ordinatamente difronte a un megaschermo dove è proiettata la scritta “Fine”, sedie sul cui cuscino sono presenti i celebri ricami e che se fossero ogetti di design avrei apprezzato senza ombra di dubbio ma che come pezzi d’arte trovo discutibili.

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Una mostra senza dubbio da vedere, e che se vi piace lo stile kitsch apprezzerete. Per quanto mi riguarda trovo che il mio pensiero emerga abbastanza esplicitamente, e non mi vergogno a dire di esservi andato solamente per pura curiosità verso un’artista che è così amato dal mondo della moda.

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